Il guardiano del grano

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Gano di Bacco… mmm… ma chi è costui? Il nome non mi suona nuovo, tuttavia non mi sembra che sia un personaggio rammentato negli annali, nelle enciclopedie britanniche, finlandesi o di qualche altra nazione. Gano di Bacco non è nessuno eppure è qualcuno – perdonate il giro di parole – che vediamo ogni giorno alla fermata dell'autobus ad aspettare l'1 che lo porta al capolinea del Lapo, oppure è quel tizio che, quotidianamente, si ferma a bere un bicchierino di quello buono al Circolo ricreativo del quartiere sempre alla medesima ora. Gano non è giovane: a volte lavora ancora ma per lo più è un povero pensionato brontolone che ha combattuto nelle file dei partigiani.
….che lingua parla? Ma sehondo voi o come parlerà un fiorentino nato e cresciuto per le strade di Firenze? Non c'è bisogno che mi rispondiate… vedo che avete capito, come avete già capito che vi è un Gano in ciascuno di noi. Chi di voi non ha mai esternato un parere l'ironia che contraddistingue un toscano in generale? Qualcuno potrebbe dire di avere di fronte un Pasquino fiorentino, ma a differenza di quello romano, lui non si nasconde dietro un pezzetto di carta da attaccare ad una fontana o a una statua… Gano, ciò che pensa, te lo dice in faccia e senza vergogna… poi ti rifila una sonora pacca sulle spalle e ti porta a bere del buon vin santo… meglio se accompagnato dagli immancabili cantuccini…
Potrebbe sembrare un lavoro di nicchia e quindi destinato a un pubblico fiorentino o toscano in generale. In realtà, il vernacolo fiorentino è talmente comprensibile che è accessibile a tutti quanti.

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