25 dicembre 1941

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….ci pensa tenente… domani gliè Natale…..
e un Natale così particolare un pensavo proprio di passarlo in tutta la mi’vita…
neve ovunque tu’giri’i’capo, fiumi e laghi sott’una’coltre di ghiaccio, piccole
capanne che i russi chiaman isbe…sembran’davvero le capannucce di’presepe
che don Marco, i’parroco di’mi’paese, ci faceva costruire una settimana prima
della natività… ovviamente quando s’era piccoli…
ci mandava pe’i’bosco a cercar la borraccina per’imitar un prato e per ricoprir’i’tetto
delle casine…ci faceva dipinger le statuine di coccio co’colori di smalto che lui e
tutti i’parrocchiani compravano per noi…
…lo so, tenente, che posso sembrarvi un po’matto e forse lo son davvero
a far sti’ragionamenti in mezzo alle cannonate che i’nemico ci tira ogni tanto
per facci star svegli…
…ma anche ni’silenzio assoluto sarei desto comunque…specialmente oggi, che
vivo i’Natale lontano dalle persone care…
Maledetta guerra e chi….
…devo star zitto me l’hanno detto tante di quelle volte… ti fucilano prima o poi…
ma di lei mi fido, amico mio, compagno di sventura… ci scaldiamo gli animi
parlando, parlando, parlando…, tra una bomba e l’altra…, cosa ci rimane da fare…
Ma si avete ragione…, forse meglio morir d’una pallottola russa che morir falciati
da quelle de’battaglioni M.
Signor tenente lei che è della mi’ terra mi conosce bene e mi comprende,
sa come son fatto e quello che penso io di quella persona giù a Roma…
non son giovane come lei e certi fatti li ho vissuti, visti con questi occhi…sono contro…
e sono stanco di questa guerra… volontario per forza n’Spagna, poi da caporale a gassare que’poeracci in Etiopia, poi, caporal maggiore in Libia…ferito alla gamba
dagl’ingresi a Bengasi… credevo d’aver finito di far’i’soldato e invece son
tornato sergente al III Reggimento bersaglieri nel Corpo di Spedizione Italiano in Russia…
…dal gran’caldo al gran gelo… stavo meglio accanto alla stufa di casa mia…

Ha smesso di nevicare…ma le stelle ancora un si vedono…
deve essere calata ancora la temperatura… ciò i piedi che si stanno
congelando in queste scarpe di cartone…i’foco si sta’per spenge’…
ci butto un po’di cordiale per’attizzarlo…, tanto qui’liquore gliè
bono solo per strusciarlo sulle mele quando ci fanno le punture…
Signor tenente, guardi come dormono que’pivellini…come faranno a star tranquilli.
Io, gliè da’i’giorno che ho sentito fischiar la prima bomba, giù
a Guadalajara che non riesco più a dormire la notte… eppure son
un veterano e dovrei esser’abituato…ma è più forte di me…
Ma anche lei un’riesce a dormire…, solo la su’lingua s’è intorpidita…
Ma credo di capire i’su’silenzio… anche lei sta pensando a domani…
non domani, anzi meglio dire oggi, 25 dicembre 1941…
ma degli anni che ci’aspettano, il dopo guerra, di vittoria o sconfitta che sia…
è terrorizzato come me dal pensiero di vederlo ancor la sul balcone
a contar le teste ondeggianti degl’italiani al suo saluto a mano tesa…
cosa accadrà signor tenente, me lo dica lei che ha studiato più di me…
lei che insegna ai bambini di’su’paese a esser de’bravi piccoli italiani,
timorati di Dio e fedeli al suo Re e a quel……
ma si, ma si…la notte di Natale non è certo il momento adatto per far certi discorsi…
e l’attesa del nemico non certo il momento adatto per parlar del Natale…

E’ quasi l’alba e i’mi’turno di guardia gliè finito da se’ore, ma un’ciò voglia
di chiamar gli altri e di mettermi a riposar un attimino….
Signor tenente, guardi quanti bengala ni’cielo…pare che
anche i’russi festeggino i’Natale… che spettacolo…
Guardi…quello sembra proprio una stella da quanto è luminoso
…una stella cometa…….


Gentilissimo Don Marco, parroco del paese di C. è mio dovere
informarLa che il suo compaesano G.L. sergente del 10° plotone da
me comandato, del III reggimento Bersaglieri, facente parte del C.S.I.R.
è caduto durante la Battaglia del 25 dicembre 1941, dopo aver svolto
quattro turni ininterrotti di guardia presso la postazione di cui io ero
il responsabile. Ero con lui quando il nemico ha sferrato il suo attacco
all’alba del giorno di Natale, quando una pallottola lo ha colpito in pieno petto,
uccidendolo sul colpo. Nei suoi occhi e sulle sue labbra c’era un sorriso
che mi ha lasciato molto impressionato. Per tutta la notte ha parlato
di quanto erano speciali le notti di Natale trascorse nel suo paese, accanto
ai suoi familiari e ai suoi compaesani… credo che sia morto con la visione
di quei giorni felici osservando una stella cadere dal cielo……………
Pertanto vi prego di informare i familiari.

In fede S.Ten. A.P.