Icchè vedranno della mi'città
i forestieri se vanno 
sempre di horsa...

home    indietro    prosegui

‘ndiamo Lello ti porto n’stalla…
…beato te che un’capisci icchè dico
o forse tu’fa’finta di nulla…

Caro mio, ormai s’è fatto i’nostro tempo
e un ci vole più nissuno….
Ora cianno tutti furia….nel senso
di fretta e non come qui’tu’parente
americano di Hollivudde che fa i filmi…
Firenze gliè piccina, e giralla in calesse
era un piacere pe’clienti e mio di me medesimo.
Adesso, anche s’è rimasta piccina, cià un traffico
che sembra quello di quattro città insieme,
strade strette, buchi da tutte le parti…
….almeno prima stavan solo alle Cascine…
Insomma, per noi e un c’è più posto, caro Lello.
A volte ci ‘apita di portar coppiette
a veder’i’biancone, a prender’i’gelato
da’i’Vivoli o su’a’i’Piazzale ad ammirar
i’panorama. E poi giù sott’i’marmo di Dante poeta
n’Santa Croce… i’mi’quartiere…

Tu sei un cavallo giovane, ma quando co’i’tu
nonno si portava i turisti a vede’i’ceffoni
che volavano alle partite di’calcio storico….
…e si divertivano que’mangia pannocchie
d’americani o que’lintigginosi degl’ingresi, vai…
Ora se vola una manata si scandalizzano…
la chiaman violenza gratuita…
i’ceffoni e si davano a gratisse,
e un’si voleva nulla, neanche du’spiccioli di resto….
Ma si, in fin de’conti cianno ragione.
Ma non era com’adesso che s’accultellano o s’ammazzano…
Tutt’al’più poteva esserci un occhio nero,
un bernoccolino su’i’capo, un dente rotto…
Insomma eran come carezze, e poi tutto finiva li…
E s’era tutt’amici e ci si voleva bene…ma,
a Giugno e si vedeva solo i nostri colori e guai a chi…

Giue…….

Guardali come corrono que’figli di’sol levante, sembran
saette…tutt’in coda dietro a’i’capo fila con la bandierina.
E chiacchiera… chiacchiera e quelli boni ad ascoltare….
a fa le foto a’negozi di via Calzaioli…
Bella Firenze co’i’su’campanile, i Domo e i’Battistero…
visti di corsa poi….
Che gli rimarrà n’mente ? Un paio di macchie
in qualche foto sfocata fatta da un principiante…
o qualche statuina di Davidde e o di’Perseo da mettere
in uno scaffale…n’cantina o n’soffitta.
Con noi fiacchere i’turista foristiero godeva della città,
gli entrava ni’cuore e l’allontanassi dalle su’mura
lo riempivan di nostalgia… e un giorno sarebbe tornato
a pascersi tra le su’braccia…
a gonfiarsi i’buzzo con la ribollita e l’acqua cotta,
con ‘na bistecca a’i’sangue alta quattro dita
da’i’piatto. Innaffiandosi il fegato con un fiasc’o’due
d’un buon Chianti delle colline attorno
San Casciano… e pe’finì du’cantucci di Prato
e Vin Santo…. e una giornata pe’ripiglia’fiato e un’altra
mezza su’i’licit (latrina) da quanto tu mangiavi…..
e se io ci chiacchieravo con que’signori, un’n’importava
nulla se un’mi’capivano…d’altra parte e parlo come
m’ha insegnato mi’pae e mi ma’…, ma loro eran
contenti lo stesso e se n’andavan via innamorati
della mi’città…

Ora vedi solo panini di gomma, la ciccia che sa…
Boh, non so di cosa sa, di qualcosa d’andato a male e
d’ammuffito di sicuro, cartocci di patatine,
formentone scoppiato bono solo pe’polli di
mi’vicino di casa, boccioni di ‘oca’ola
che se ti’asca per terra ti ‘orrode i’pavimento,
figuriamci lo stomaco.
Tutto organizzato, tutto previsto… e per loro
noi un facciamo più testo…, siamo troppo
lenti, troppo fuori moda, troppo in un mondo
che viaggia in quinta perenne.
Ma ormai i’mi’tempo l’ho fatto,
ora v’ho in pensione, con poco ma ci vo’.
E chi s’è visto s’è visto…

Eccoci arrivati…
Bono… Lello…, ora mettiti comodo nella stalla…
Domani arriva la Lella…, la tu’ cavallina. Tu vedessi
Come l’è bellina, propri’adatt’a’te…..
Ma da’retta…non è un mondo pe’far nascer puledri…
Che futuro avrà davanti a se….
Forse lo sentirà nelle su’ossa quando sarà vecchio
Attaccat’a’i’giogo e con i’calesse alle su’terga
e a tirare…tirare…sgobbare… come te…pe’un po’ di fieno…
Tu scot’i’capo… ma si, t’hai ragione, i figlioli son’un sorriso
pe’nostri cuori…..
E meno male che un’tu capivi che dicevo…
O forse no….
Lascia perdere, e sono solo sproloqui d’un vecchio
bischero che n’ha viste di tutti i colori. Anche quelli neri…
che m’hann’ammazzato i’nonno a randellate.
Toh, tien’i’cesto con la biada e le carote
e vai a dormire e…, mi raccomando
non alzar la coda per sparar le tu’solite loffe.
Tu puzzolentisci la stalla e domani, tu lo sai…
con la Lella che figure tu ci fai…….

‘notte gente……….