
E si
va’a’sparire ni’dimenticatoio, te lo dico io…..
Vu’lo sapete che so’parlar’come’mi’ma’ e mi’pa’ m’hanno fatto,
nonostante abbia studiato, e tu lo sai che son’andato a scuola…
o’, fino alla terz’elementare, ma ci son’andato e con merito…
tanto pe’imparà a scrivere, a leggere e a far di conti.
M’è rimasto l’accento che n’San Frediano è un’istituzione…
Forse meglio dire era… perché quando ci ritorno e un’mi
capiscan più…, nemmeno i vecchi amici… per forza,
son doventati tutti sordi, e un ti capiscan’no….
ma i giovani fiorentini………dovrebbero ancora…..
Avevo appen’iniziato la quarta quand’i’mi’babbo
gliè saltato s’una mina n’Africa, giù a Tobrucche,
e m’è toccato a’imparar’un mestiere pe’tirar’avanti lui, che un ciaveva
più le gambe per camminare, la mi’mamma e i’mi’fratellino di tre anni.
A nov’anni a far da’garzone a’i’carbonaio, un tizio
c’assomigliava a quello di’bon vecchio Pratolini nella su’Cronaca,
mi ricordo anche i’su’ceffoni quando face’o cazzate… e ne facevo
parecchie.
Poi son’andato a far’i’cenciao a raccattar stracci per quelli di Prato,
e poi da’i’macellaio della strada ‘ndo stavo io,
un tipo pulitino un’po’come si vede ora dentr’a’quell’apparecchio a
colori attira bischeri…
La televisione….dice ora si va ni’digitale terrestre…
però bisogna prender’i’decode’…tu’m’ha’belle’visto, vai…
figurati se tiro’fori i’soldi pe’sentir dire solo stronzate o falsità.
Un po’come quand’ero giovane io….
Un c’era la televisione, ma c’era solo la radio di regime, o quella
oppure quella…o radio Londra c’ascoltavo ni’44 con gli amici
in soffitta…Altri tempi quelli…non belli…troppa fame e troppi stenti…
ma c’era solidarietà tra la gente di’quartiere, ci si conosceva tutti
e ci s’aiutava, soprattutto ni’dopo guerra, senza badar s’eran stati
di quella o di quell’altra parte…oddìo, prima ci si vendicava un pochino
ripurgandoli…, senza troppa cattiveria, si capisce…
poi alla fine, s’andava d’amore e d’accordo….
Ora tutto gliè diverso, d’altra parte gliè giusto che sia così.
Ma non è normale che i’rispetto sia scomparso da’i’vocabolario
della gente. Non dico che’giovani sian’tutti fatti co’lo stampino,
secondo i’modell’in voga…, ma quando parlo, tanti mi
prendan’pe’le mele perché i’fiorentino un’lo capiscano
e mi dicon’che sono un po’er’ignorante maleducato, che
dovrei tornar’su’banchi d’una scuola pe’farm’un’istruzione…
forse…
forse potrebbero insegnarmi tante cose questi giovani,
cose che, quando io avevo la loro età, non potevo permettermi…
L’unica scuola era per le strade del quartiere d’oltrarno e si sa
che li s’è ‘mparato solo a cercar di vivere…
Non ne faccio loro una colpa, certo, anzi son’felice ch’adesso
sia tutto più semplice, tutt’a’portata di mano, s’è lavorato sodo
per fargli avere tutto questo a’nostri figlioli…e potrebbero
far’anch’uno sforzo per capir’le’mi’parole…….che son’semplici,
basta ascoltarle perché vengono da un’po’ero cuore che
cià ancora tanta voglia di vivere……….
Senza tante pretese….
Con qui’poco che ciò…..
e con il vostro rispetto………….
Bona gente