Il vecchio ulivo è poco più giovane del Tempo
Se il vento chiedesse
la tua età al tempo
alzando le spalle
ammetterebbe sconsolato
è più giovane di me
Se scontento della vaghezza
lo chiedesse alle tue foglie
sospirerebbero
Lasciate parlare
gli infiniti cerchi
giri di vita ad osservare
l’alba, il tramonto
di villaggi di fango e paglia
torri, roccaforti in pietra
e case delle fate….
E se non bastasse ancora
parleranno le radici
dal profondo della terra
a trattener la roccia
del troppo amore
per lasciarti andare via
e gettarti un giorno
oltre l’ultima scogliera
nella goccia salata
d’una lacrima di mare
Se il tempo chiedesse
il tuo pensiero sull’uomo
malinconico diresti
Provo meno dolore
in mille anni di graffi
di selvatici felini
quando di notte
silenziosi vengono
ad affilarsi le unghie
sul mio tronco.
AlbertoPestelli© 17 novembre 2004 - Dalla silloge "L'isola di mia madre" 2008