Versi in Jazz

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Versi in Jazz è una silloge di poesie ispirate da alcuni celebri brani di musica jazz e di bossa nova. Alcuni di queste poesie sfiora la prosa. Ho ribattezzato questa forma letteraria "poesiprosa".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Almost blue

Almost blue…
Quasi triste…non di solitudine oggi…
Sento la carezza di una parola di fronte a me
che, calma, rasserena i miei pensieri
Condivisione di tutte quelle cose che
siamo soliti fare*, disfare, subire, lottare
Mai così vicini stasera mia cara in questo
tavolo per due quasi a sfiorarci gli occhi stanchi
nel pianto e nel sorriso
di attimi che qualcuno ci ha concesso
togliendo dalle caviglie gonfie
quelle catene di obblighi da eseguire
senza diritto d’aver diritti da far valere
Trovando rifugio nella complicità
delle nostre sensazioni, delle nostre libertà negate,
degli anni ad inseguire una speranza
che si fa ancora attendere tra le rughe
del tempo che non concede repliche
o vaghe variazioni sul tema.

Quasi triste…non di malinconia stasera…
Sono qui con te, aspettando il pasto promesso
che arriverà dopo decine di sigarette fumate,
di birre riscaldate da scambiare con le mie più fresche
Ed io non so dir di no…lo sai.
Questa notte ci sta offrendo un piatto diverso,
nuovi profumi, aromi speziati che sciolgono imbarazzi
tutto ci rende più sensibili all’armonia desiderata
Osservo negli occhi la sincerità che sai donare
Mai prima mi era stato dato così intensamente
Questa quasi tristezza si trasforma in quasi felicità
Nel confessarci e nell’assolverci ogni debolezza,
ogni scelta nel bene e nel male, i nostri desideri
come tesori gelosamente racchiusi dentro
in segreta volontà di urlarli al mondo
Un mondo che siamo noi due.

Quasi felice…di serenità stanotte…
In poltrona a respirare ancora l’ultimo minuto di te
seguendo il ritmo lento d’una canzone quasi triste
Un giorno ti farò ascoltare l’inciso
senza quei graffi della malinconia
Un giorno ti farò leggere il nuovo testo
ché il vecchio non si userà più

Almost blue…Almost happy…Happy

Vivo Soñando… tra note di samba e cachaca…

“In Brazil they have a samba  with a simple melody.

Just one single note is sounded and repeated constantly…”*

….suonata e ripetuta costantemente…
al tocco delle mie dita sull’avorio del piano
nella penombra d’un locale dentr’un sogno
che non s’accende ai colori ma ingrigisce
senza quelle esplosioni di vita che vorrei
saper magistralmente interpretare con lei…
So che mi sta ascoltando nell’angolo
più remoto d’un tavolo per due dove
la mia presenza non è prevista se non per
una chiacchierata tra semplici conoscenti
un sorriso a denti stretti a scacciar la malinconia
Bevo un drink che mi è stato destinato da tempo
forte liquore unico scheckerato con se stesso
senz’altri ingredienti per lenire questo sapore amaro
che non riesco più a togliere dal repertorio
Fosse acqua…non chiuderei più questo strumento
con la testa che gira nel vortice della “Tristeza”
So della sua voce che giunge dal suo cuore di regina
Più volte l’ho invitata a cantare con me nel mio mondo
aspettando che le mani si spellino nel ritmar le battute
e gli occhi che si bagnano di quell’acqua di marzo
che ama tanto, che io adoro e che mai ho suonato prima

E’ qui accanto…….

“É pau, é pedra, é o fim do caminho
É um resto de toco, é um pouco sozinho…”

Si, si, si…..lascio improvvisare il piano, ché ho solo
la forza di cantare adesso, di chiudere gli occhi
godere l’attimo di questa comunione di sensibilità
di due voci che amano becchettarsi, rincorrersi,
nella finzione di non lasciarsi prendere, ma che è,
appunto, solo finzione…..e l’abbraccio è obbligatorio
nella chiusa che vorrei non terminare mai…mai…mai

“É uma cobra, é um pau, é João, é José
É um espinho na mão, é um corte no pé
É um passo, é uma ponte, é um sapo, é uma rã
É um belo horizonte, é uma febre terçã
São as águas de março fechando o verão
É a promessa de vida no teu coração”*

Svanisce…….
Signori il locale chiude…
Sono l’ultimo ad uscire
Di lei nemmeno l’ombra di un arriverderci
solo il ricordo della melodia, nell’armonia d’un sogno
Chino la testa al giorno che arriva
e m’incammino verso un letto
Sotto l’acqua che scende e che bagna
il mio spartito…..l’unico spartito che possiedo
e con la mente ripasso la solitaria nota
di questo malinconico samba

'Round midnight... le confessioni di un ganzo illuso

“It begins to tell ‘round midnight, ‘round midnight*
I do pretty well till after sundown.
Suppertime, I’m feeling sad.
But it really gets bad…bad…bad…bad…”

Ecco, non va più avanti…
Gliè anche inutile dar ‘na spinta per ascoltar la fine…

S’incanta e salta la puntina di’giradischi
su’i’solco graffiato del mi’tempo
che un’riesco più a seguir la partitura
in quattro quarti d’incomprensioni,
di chiuse mancate, d’armonie ricercate,
desiderate, sognate, prese a’i’volo e poi fuggite
O di quelle carezze che un’ho mai voluto dare
a colei che m’amava e che di me ha conosciuto
le spalle d’un mi dispiace un’me ne volere e poi addio.
Perché abbagliato da ‘na donna libera qui’tanto che basta,
libera qualch’ora a settimana e a volte di meno, e volare
lontani da’i’pavet d’un borgo che di ciaccole*
si nutre e punt’i’dito per un po’ d’amore rubato,
che si, appaga i sensi, ma non placa la malinconia
Che poi…
…poi si lascia morire, come una bordolese di vin novo
votat’a’mezzo e dimenticata aperta su’i’tavolo di cucina
Non ci s’accorge dell’aceto fin quando non punge i’naso.
Da fastidio l’odor d’una storia finita perché doveva finire
perché un vincolo non si scioglie con una bott’e’via.
Quattro anni di bott’e’via….
Allora butti tutto nello sciacquone*
e rompi pur’i’vetro, con attenzione,
cercando di non farti male
anche se ormai…..

E nuoce i’rimorso per un’aver inteso lo sguardo
che i’futuro m’avev’offerto quel giorno,
senz’aver diritto ad altra opportunità
ché ogni lasciat’è persa…

…..quanto son stato bischero amici miei….

Mi si rivolge contro, adesso, quel passato
per non aver dato rett’a’i’core ma soltanto l’istinto
e son costretto ad ascoltar la solita melodia
d’un giorno che un’vole mai arrivare
Melodia rimasta legata all’ultima nota su’i’rigo
prima del rintocco a’i’tocco d’una corda di piano
spezzata dal pianto forte d’una vita buttata via
A inseguire i’vento d’una speranza illusa

basta….

Stacco la spina e getto quest’inciso
Domani ricompro il disco…
‘na vita nova

E mi prenderò cura di lei
senza graffiarla

…………
*’Round Midnight (Cootie Williams, Thelonious Monk & Bernie Hanighen)
 

Time after time... ripetutamente

Ripetutamente
si sono scuciti
dalla mia pelle
questi stracci
vecchi e consumati
di fragile stoffa
tessuta col filo
delle mie illusioni

Ho bisogno
d’un vestito nuovo
cucito col filo forte
d’una salda amicizia,
che resista al tempo,
alle lacerazioni delle
tante mie ricadute
ché il cuore sogna
di danzar ancora
nel giardino sommerso
del tuo amato mare

Sarà un completo
coi colori della quiete
disegnato, prodotto
da due mani ferme
che si tengono strette
a scacciar fantasmi
delle incomprensioni
d’imbarazzi e gelosie

Ripetutamente
lo indosserò
nelle sere speciali
per strappar sorrisi
in fraterna complicità
Nei brindisi che faremo
nel sognarci legati
senza illusioni
alla nostra libertà….

….And time after time
You’ll hear me say that i’m
So lucky to be loving you*
 

You and the night and the music

Tu e la notte e la musica

Incipit del tema….

Sarai tu… donna?

Sarai tu il mio tema libero?

Smanioso d’eseguire il sogno
d’esserti accanto

[in arpeggio e tu in melodia]

a sfiorar l’avorio a quattro mani
in infuso di cuori

Ascolta il ritmo

La notte è la chiave e la inseguiremo
senza un attimo di respiro

Non sviserò sull’accordo
se mi darai il tempo
d’accordar la mia vita

Saliremo scale oltre il rigo
senza seguir regole
a negar la libertà di volare

Non ci negheremo ai sensi
al profumo d’una nota
suonata leggera, sussurrata
…piano…

…forte…
sarà nell’incedere
lungo gli accenti
d’un crescendo
da moderato a fast

fino a sfinirci

ad ascoltarci i pensieri
nel refrain inciso

prima d’arrivar
a chiuder gli occhi
al primo sorriso
d’un nuovo sole

a ridarci il LA….

e poi

a capo

*You and the night and the music (Still Live - Keith Jarret Trio)

Alberto 8 Ottobre 2004

 

 

Quiet nights of quiet stars

Tocca l’anima la voce di
Regina…
vivo sognando le quiete notti
di quiete stelle sulle onde soffici
d’un samba
Sfioro con le mie dita
le note della  fanciulla  de Ipanema

Mezza notte…
al sole del falò scompiglia
i suoi capelli
l’oro d’una meravigliosa
danza dal sapor  latino

tra le mie braccia

Alberto 30 novembre 2003