Poesia vernacolare

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Voglion svendere gli Uffizi

Quand’i’Canapone, con la su’harrozza,
partì pe’i’su’esilio, donò le bellezze
della città  a’su’cittadini,
pe’esse fieri di tener nello scrigno,
per dirne di qualcuna, formose Veneri vestite di Primavera

Una mano stringe, avida, i tesori degli Uffizi, strappandoli, com’ambita preda, da’i hori de’fiorentini.

S’arricchirà con l’antihe tavole,
le delihate tele e i maestosi marmi,
farà scempio de’sentimenti de’gigli
nati n’riva  all’Arno

Ed io, noi, forse tutti, piuttosto che

a loro si preferirebbe ridalli 

a’i Granduha Leopoldo

se ritornasse indietro
con la su harrozza

............
Canapone era il soprannome di Leopoldo II, l’ultimo Granduca di Toscana, per via dei suoi capelli che assomigliava al colore e alla consistenza della canapa

Alberto 24 novembre 2003

 

Po'eri polli...

Po’eri polli
con l’influenza
Tra un co.co.co,
un chichirichi,
starnuti e
moccicon
da’i’becco..
gli ci mancava pure questa
dato i’lor rovente
destin da terzo cerchio…
Ma ‘na domanda
Vien su da’i’cor pensoso…
Di tutt’i’bipedi
che razzolan pe’i’mondo
a contrarr’n’fluenze,
chi più pollo è
dell’uman genìa?

Alberto 10 febbraio 2004

 

DeCretino salvapalle...

Sembr’ormai ch’i’dubbio sia svanito
Un’si’toccan le palle a’i’popolo italiano
Senz’i’calcio e’un’si’pole stare
E quelle squadre indebitate
è obbligo salvare
Tutt’i’resto son bischerate
e di poco conto…
Si posson  lasciar’a’casa
l’operai n’cass’integrazione,
co’mutui da pagare e co’figli da nutrire
O i’malato ni’su’letto
a’immaginar  la su’malattia
Che prima o poi, la natura lo guarirà…

un decreto salvapalle
un giorno  anche a lor farà…

mah…

chissà…

 

Alberto 19 marzo 2004

 

 

 

Un tranquillo sabato italiano...

S’alzan i bandoni dell’esercizio
con la fatica di’dopo Natale,
voglio veder chi vien’a’lamentar dolori
senz’averne in realtà…
Uno dopo l’altro eccoli belli tondi
a pretender purghe e digestivi
per scioglier mappazze di
crostini, capponi, tortelli
e panettoni…
Rosso n’volto acceso
s’affaccia un signor sconvolto
ancor’n’odor di bagordi natalizi…
“Dotto’ ciò ‘na crisi…
mi dolgon le logorroidi,
mi fan veder le stelle
e nemmeno un’po’d’aria
mesce fora….per far una
di quelle….”
In caso di crisi
Logorroidaria acuta,
caro mio signor,
un sol rimedio esiste
ed è sicuro….

…mangi
meno fagioli e
parli meno
co’i’culo….

(di turno in farmacia)

Alberto 28 dicembre 2003 

L'insostenibile leggerezza di quell'essere...

Ci vol’di’coraggio per dir certe cose
E quest’ometto sa vender ben,
a reti unite,
la su’mercanzia a bassi tassi
in conflitti d’interessi alti
e senza condizion di
par condicio…
Un bollettin di guerra sembran
l’esternazioni sue e,
in tre di’o’poco’più,
dopo aver’i’davanzal
di casa sua rinfrescato a’novo,
ad alzo zero spara, ripunta e rispara,
da’i’basso de’la su’cultura,
parole di cotanta sempricità
da smover’chi’già
i’ceppicon’a’tondo s’è fatto
fasciar’da’su’antennati
profeti di fede…
Son tutti con le man’in’saccoccia…
Ci può esser’di’vero, non lo nego…
ma scagl’i’primo sasso chi senza peccato è
Lui no…lindo come
un caraibico angioletto’di’paradiso…
ma icchè’tu’voi sperar da’un
che un legge da almen vent’anni
se non i’libro mastro de’bilanci
che nel lor peso son menzogneri…
Bella cultura…. E se gli
domandi chi è, di sicuro risponderà,
con arguta sapienza,
che i’Milan Kundera
par che sia
solamente
una squadra
di calcio dell’est…

 

Alberto 22 febbraio 2004

 

Gliè l’ora di falla finita con ’ste

 feste... tutti a lavorare...

Qualcun s’è accorto che un’lavor’abbastanza
per colpa d’esser  venut’a’i’mondo
un bel sabato mattina.
Ragion per cui supponer si può
ch’io stanco nato sia…
In men che non si dica toglier m’han vorsuto
i’25 april’e’i’prim’di’maggio
E voci di’palazzo insiston su’i’fatto
che per ferragosto sarò trist’a’famm’i’mazzo…
Par ch’anch’in’chiesa in tasca l’abbian presa.
Un’s’andrà a far la spesa pe’i’25 di dicembre,
tant’i’Natale più non si farà…
Ma’l’29 di settembre ordunque si festeggerà,
dell’unto di’Signor, la natività…
‘na scommessa vorrei infin’far con voi
che, più prim’che poi Pasqua e Pasquetta
abolite saran del tutto, perché a lui glianno detto, che per rispettar la tradizione,
n’croce sicuro finirà, ma, che questa volta,
la resurrezion de’la’su’carne, bon per noi,
un’n’avverrà…

 

Alberto 29 marzo 2004