Poesie del 2003

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Un piccolo fiore

29 settembre 2003

In una notte insonne provai a chiudere gli occhi.
Dalla nebbia dei ricordi lontani giunse il tuo volto triste.
Vidi quelle lacrime scorrere lungo il tuo dolce viso e cadere sul mio petto.
Ti stringevi a me, quale rifugio per placare il tuo dolore.
Quel dolore era anche il mio…, lo sai….
Il seme che avevo coltivato nel tuo vaso sembrava crescere per poi fiorire per la nostra felicità….
Ma i petali di quel fiore sono caduti prima di sbocciare e…
E non è stato più lo stesso….
Per tutti e due.
…a volte sogno un piccolo fiore che tende le sue minuscole mani verso il mio volto. Come se m’invitasse a giocare con lui.
Come un padre gioca con il proprio figlio…..

Blues

1 ottobre 2003

Blues.
Lentamente
invito la chitarra a percorrere
la strada che porta ad una blue note.
Loop di otto battute,
poi,
improvviso
un refrain.
Meravigliosa melodia..

Malinconia d’un blues.
Lei inizia a cantare.
Voce d’una farfalla la sua,
triste di velata solitudine.
Inquietudine ma satura
di sensualità.
La guardo negli occhi….
But now’s the time,
My fanny Valentine,
To make me smile….

Sorride maliziosa.
E allora sento il mio cuore
sfogarsi in un assolo di 42 battute.
Anomalia musicale, frenesia di passione.
La sua voce rincorre
le mie dita sui tasti.
Gioco di note in crescendo.
Ottavi,
sedicesimi,
trentaduesimi.
Pausa…

Cantando il Vecchio e il Bambino

6 ottobre 2003

Un’ora sul palco,
protagonista
di gucciniane ballate,
di vagabondo nomadismo…
risuona ancor
la mia voce
nell’aria fumosa,
rincorrendo,
con lo sguardo del cuore,
giochi di bambini
che danzano
al ritmo dell’ingenuità.

Bicchiere di vino

8 ottobre 2003

Bicchiere di vino
mezzo vuoto
d’un rosso
d’annata.
Sa di tappo,
finito.
Pungente aceto
che sa di storia
d’amore
acidamente spenta

Cerco un’onda

4 ottobre 2003

Cerco un’onda che mi travolga
in una nuova passione,
senza che l’eterna illusione
m’imprigioni, sognante,
nel suo castello
di solitaria follia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nebbia

10 ottobre 2003

Nebbia.
Cela ogni arpeggio
nella sinfonia delle mie illusioni.
Pausa di realtà.
Si liberano momenti più sinceri.

Si dissolve leggera.
Il sole torna
a far splendere
i miei sogni.
....e m’illudo di amarti...

Ho mescolato polveri

14 dicembre 2003

Ho mescolato polveri
sul mortaio di porcellana
per scioglier l’adipe
della tua obesa immaginazione
ingannando le tue cellule
con molecole di subdola
efficacia……
Ti osservo e sorrido.
con falsa cortesia
t’assicuro ch’è tutto naturale
nessuna interazione
tra la tua integrità
ed il mio ricavo

 

 

Fotografia di un amore perduto

12 ottobre 2003

Una foto.
A colori, ma di tanti anni fa.
Un cassetto in odor di discarica
l’ha resuscitata d’un tratto.
Io e lei abbracciati…
al concerto
del genovese.

“Ricordi, sbocciavan le viole con le nostre parole: non ci lasceremo mai….”

Sorrido a quel ricordo
di vent’anni fa…
Due mesi dopo ci lasciammo.
Curioso.
Ci facemmo quella promessa
Ascoltando la “canzone dell’amore perduto”
 

 

 

 

 

 

 

 

Occhi di Luna

16 ottobre 2003

Luna dagli occhi viola
scia sulle sabbie
del suo deserto.
Tormenta di desideri,
vento che scorre
tra infiniti attimi
perduti
sognando
immagini ormai sbiadite
dal tempo

Tra Toscana e Emilia: parole in libertà

14 ottobre 2003

“Millanta storie”
carpite dai solchi scolpiti
sui tavoli delle osterie,
tra bicchieri di lambrusco,
piadine
e montagne di cicche
spente
e riaccese.

Ascolto le sue storie,
assurde e comuni
di persone semplici
senza volto.

La sua chitarra
si fonde con la sua voce
ormai sopita dal vino
che a stento sa di poter reggere
ancora per poco.
Si accascia sul tavolo.
Qualcuno gli toglie lo strumento,
il fiasco ed il bicchiere.
Lo lasciano li, addormentato con un
mozzicone di sigaretta mezzo spento
tra le dita.
Alcolicamente sognante.

Lo immagino sognare i suoi Don Chisciotte,
con le amiche perdute ai bordi delle strade…
Confortare sfigati Cyrano,
maledire
stagioni avvelenate
dai fumi delle ciminiere….
Così diversi dal profumo della gangia
e dell’incenso….

Torno a casa.
Accendo la radio e
immagino di
viaggiare lungo
la Statale 17,
certo di arrivare,
prima
o
poi,
in via Paolo Fabbri,
43

Un luogo chiamato felicità

18 ottobre 2003

Riverbera infinito
il sole del tuo sorriso.
Riscalda col tepore
le orme dei ricordi.

M’incammino lungo
il sentiero
al tuo rifugio.
…..nel mio cuore…..

…so che li
ti troverò…

Terra ferma

20 ottobre 2003

…Nuovo orizzonte…
Terra ferma
calde spiagge
di serenità
attraggono
dolcemente
la
iole.
Venti soffici
di piume
d’angeli
invitano
ad attraccar
senza timore.

C’è vita…
….finalmente….

Armoniose voci
Melodici respiri
I loro canti

Ascoltano
e
osservano

Ascolto
e
osservo

Parole
In
libertà
danno volto
alle immagini
dei loro cuori…

dopo tanto navigare

…io mi fermo qui….
 

Dolce strega

22 ottobre 2003

catturi bagliori
di emotive illusioni
ascolti silenzi
del coraggio che manca
Tu
che sei rivoluzione
e insieme ordine,
sai
osservi
componi e scomponi…

…Ma…
i tuoi sensi
non sentono il profumo
del mio desiderio…
…non cercano di
catturare
i miei sospiri…

Dolce strega
scruta nel mio cuore…

….non ci vedi un po’ di a…

……affetto…………

Parole in libertà: Considerazioni sull'onestà

29 ottobre 2003

Onestà…
Eh si, bella parola…
Ma mi fanno rabbia
que’ tizzi che dihono
d’esser onesti
eppoi s’attaccan
a du’ fiorini
pe’ i’lesso,
e co’i’veleno
affogan ni’ licit,
i’core
d’ingenui
bischeri
che cianno
anch’i’coraggio
di dar lor

Lei scrive canzoni d'amore - ma non per me

3 novembre 2003

Si diffonde
leggera
nell’aria
la melodia.
Introduzione
alla voce
d’un grande del tempo

Incanta
lo strumento
in un lieve
soffio
swingato
di eterna
poesia

seguo
la ritmica
andatura
con sei corde
di nylon
tese
in LA…

…e canto…………

…she’s writin’ a song of love………

……But not for me….

una

lacrima

riga il mio volto…
 

ragione…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 novembre 1966

5 novembre 2003

Fango.
tonnellate
di parole disperate
riversò i’fosso
di Firenze
ad annegar
l’anima inquieta
de’ fiorentini.
Ricordi
in bianco e nero
d’un bimbo
di quattro anni
sbiaditi
ma vivi
nella sua
adulta memoria.
Visioni di Angeli
a ripulir
antichi Tomi
lustrano
di sorrisi
la speranza
della gente.
Il giglio
tornò
splendente
e……
l’Arno
perdonato
del suo peccato………

 

 

 

Osservando mia nipote disegnare

11 novembre 2003

Farfalla che vola sul prato
dipinto da una piccola mano...

Sfiora il cielo azzurro
di una valle incantata
dove anche il sole s’incanta
al suo delizioso sorriso...

 

 

Doloretta Casula

9 novembre 2003

(Dalla raccolta "L'Isola di mia madre")

Curva sui tuoi antichi acciacchi
cantavi canzonid’una fanciulla
di cent’anni fa…

Ricordi…
Il tempo fugge via…
storie scritte dal tuo coraggio
di maturare i tuoi frutti……

..da sola……

…in un mondo piagato dal cancro
dei cannoni, in un mondo
di stenti e di fame...

 un mondo affamato di pace.

E non abbassasti mai il volto,
camminasti fiera con i tuoi figli
appesi alla tua veste
portatrice d’amore…
di pace…

Te ne sei andata
in punta di piedi
lasciandoci quella luce…
quella stessa che vedevamo
nei tuoi occhi...


luce che ci ha insegnato
cos’è la bontà

A si biri Doloretta Casula

 

I tuoi pensieri

 15 novembre 2003

I tuoi pensieri giungono
al mio cuore
lungo sentieri separati…

incomprensione
sospetto…

forse una parola non detta
forse pensata,  amplificata
dal silenzio…

sospetto…

forse pensi che io disprezzi
ciò che fai,
le tue attenzioni la tua dolce
semplicità….

…no, sorella, No…….

Amica mia…
se tu non ci sei tutto finisce…
il senso si perde
…e perdo te….

Sento
la tua tristezza

I tre colori

17 novembre 2003

Uno, mille, milioni
di cuori immobili.
Osservano muti i tre colori

Lacerati dal vento dell’odio
vestono  il triste legno
dell’addio

Volti chini sulle pietre dell’altare
accendono la fiamma
per ricordare il Vostro amore

Per la giustizia
Per la libertà
Per la pace

Per noi


la tua voce
che mi travolge
e mi scuote…
per svegliarmi…

…e spero che…

…basti

una carezza…

per riaccendere
il tuo sorriso

 

 

 

Gustando Jazz e dolci in una soffitta con vista...

22 novembre 2003

La melodia
accarezza
la mia anima,
il cuore improvvisa
uno swing…

Le note d’un
piano
accarezzano
note di Cole Porter
con delicata poesia

Lo sguardo di
lei che gusta
il suo dolce
al cioccolato
m’intriga
e mi fa volare
in un sogno…

sospiro
piccoli passi
di lento refrain
di passione

adagio
con fuoco
in crescendo
unisono di sensi

guardo
il suo sguardo
che legge nei cuori.
Sa che volo
nel cielo d’una illusione…

che

finirà
in compagnia
di infiniti sogni

nel cassetto
della mia
solitudine

 

 

 

 

 

 

 

Notti quiete di quiete stelle

(Quiet Night of quiet stars)

dalla raccolta "Poesie in Jazz"

30 novembre 2003

Tocca l’anima
la voce di Regina…
Vivo sognando le quiete notti
di quiete stelle sulle onde
soffici d’un samba
Sfioro con le mie dita
le note della  fanciulla
di Ipanema

Mezza notte al sole del falò
Scompiglia i suoi capelli
l’oro  d’una meravigliosa
danza dal sapor latino

tra le mie braccia

 

 

 

Voglion svender gli Uffizi...

24 novembre 2003

Quand’i’Canapone,
con la su’arrozza,
partì pe’i’su’esilio,
donò le bellezze della città
a’su’hari honcittadini,
p'esse' fieri di tener nello scrigno,
per dirne di qualcuna,
formose Veneri vestite di Primavera

Una mano stringe, avida,
i tesori degli Uffizi
strappandoli com’ambita preda,
da’i hori de’fiorentini.

S’arricchirà con l’antihe tavole,
le delihate tele, i maestosi marmi
Farà scempio de’sentimenti
de’gigli nati n’riva  all’Arno

Ed io,
noi,
forse tutti,
piuttosto che a loro
si preferirebbe ridalli
a’i Granduca Leopoldo

se
ritornasse indietro  con la
su’h

Ogni sera

26 novembre 2003

Vedo,
piccolo fiore,
accendere il tuo sorriso.
Profuma di poesia.
Ti aspetto  ogni sera al chiarore
d’un canto melodioso.
Al suono di chitarra
accordata in Sol
per riscaldare, col suo fuoco,
l’anima d’un umile sognatore

arrozza
 

 

 

 

 

 

Parole in libertà: I'su' hane abbaia...

2 dicembre 2003

(dalla raccolta "Poesie vernacolari")

Il suo cane abbaia….

Signora se i’mi’ane sapeva ‘antare a quest’ora ero miliardario (Giorgio Panariello)


Amo i hani, li adoro.

Forse dovrò regalar la mi’maremmana…
a qualcuno che se ne innamori a prima vista,
che la tratti come un essere più umano degli
esseri umani, che l’accarezzi i’capo con affetto.

Amo i cani, li adoro.  Ti guardan con du’occhi che sembran dire…

…non m’abbandonare, lo so c’abbaio troppo
e sveglio i vicini, ma son guardiano d’ì’tu’gregge
e più d’una volta t’ho salvato da’i’delinguente.
E un’n’ho mai preteso nient’altro che i’tu’amore…

Amo i cani, li adoro. La guardo negli occhi mentre…

…le metto i’guinzaglio e la muserola…
a’i’canile l’aspettan già per prendersi cura di’su’biancore.
Ma prima vorrei che i veri hani l’osservino dalle loro finestre
Ed io per lei dico loro: “grazie vicini miei, per avermi amato….”

Amo i hani, li adoro. La guardo negli occhi mentre…

me ne vo’via

Mellite distillazioni di fiori

9 dicembre 2003

Che senso ha
maneggiar alambicchi
per distillare fiori
se il succo resta impuro ?

E comporre
mellite pozioni
ingannatrici
per celare
il gusto amaro
del sogno
di una lacrima
versata
per amore ?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ne approfitto per fare un po' di musica

26 dicembre 2003

Se potessi fuggir via
dal grigiore
di pillole colorate,
mali rimedi
di malattie inventate…
Volerei su pentagrammi
in chiave di violino
due quarti d’un tango
o tre quarti d’un valzer
a liberar un refrain
che accompagni
i vostri sentimenti
dentro il cuore
di un sogno

 

 

 

 

Plasmodi e pillole blu

18 dicembre 2003

Plasmodi ribelli in resistenza
a vetuste  cortecce di china
s’aprono strade in cellule di povere dimore…
Insiste,  insensibile,
la ricerca infinita del mercante
d’un rimedio per uno stile  di vita migliore…

…per sontuose ville sorrette da
virili pillole blu

 

 

 

 

 

 

Un "tranquillo" sabato italiano....di turno in farmacia

28 dicembre 2003

(dalla raccolta "Poesie vernacolari")

S’alzan i bandoni dell’esercizio
con la fatica di’dopo Natale,
voglio veder chi vien’a’lamentar dolori
senz’averne in realtà…
Uno dopo l’altro eccoli belli tondi
a pretender purghe e digestivi
per scioglier mappazze di
crostini, capponi, tortelli e panettoni…
Rosso n’volto acceso s’affaccia un signor sconvolto
ancor’n’odor di bagordi natalizi…
“Dotto’ ciò ‘na crisi… mi dolgon le logorroidi,
mi fan veder le stelle e nemmeno un’po’d’aria
mesce fora….per far una di quelle….”
In caso di crisi Logorroidaria acuta,
caro mio signor,  un sol rimedio esiste
ed è sicuro….

…mangi  meno fagioli e
parli meno co’i’culo….

Hanno sete e li disseteremo... se pagano!!!

30 dicembre 2003

Quanto può costar
un bicchier d’acqua
a chi si guadagna
ogni attimo di vita
lottando
contro il tempo
in deserti di povertà…

Avanti…
ditemi
a quale prezzo
si mercifica
un bene dell’umanità…