Io mi sono salvata
A mezzacosta
io mi sono salvata.
Ecco, prendo la penna
per ricordati voltata al muro, nella casa marina.
C'era un vetro alla porta
glicine sul muro meraviglia a scendere
poi, le nostre parole piccine.
Stamani ho visto i tuoi occhi
ridevano
e adesso non ho voglia di dire
c'erano i tuoi occhi davanti al caffè
senza pioggia, occhi asciutti di rami pesanti
dopo che passa il vento insano di ottobre.
Tra l'acqua e l'aria
io mi sono salvata.
Ti ho sognato stanotte
perché eri malata, ma saltellavi una gioia
accanto a me che ti guardavo e non osavo
l'abbraccio che ti avrebbe sciolta, veloce.
Mi hai lasciato senza prodigi
sono soltanto una donna, ora
non mi immergo
non trasvolo
non scompaio.
Una donna come altre, sulle righe bianche e nere
nel calvario di un autobus pieno
davanti all'albero che sopporta la sua radice prima,
mordente.
Tra l'erba e la nuvola più alta
io mi sono salvata.
Questo mi hai insegnato.
Iole 26 maggio 2011