Presentazione
Se fossi vissuto nel XIII o nel XIV secolo, avrei
potuto vantarmi di aver fatto parte di una delle più importanti Arti
Maggiori della Firenze medievale e, quindi, di aver intrattenuto discussioni
politiche, filosofiche addirittura
con
Dante Alighieri in persona. Adesso voi mi direte... Che cosa c'entra il
Divin Poeta con l'Arte degli Speziali? Ebbene cari amici miei, anche se
Costui non praticava esattamente il "Nobile Mestiere", faceva parte di
questo, che potremmo chiamare "Ordine dei Farmacisti" Ante Litteram. Infatti
Dante entrò a far parte della Corporazione solo per aver accesso ai pubblici
uffici della Repubblica fiorentina. E come lui fecero tanti altri personaggi
illustri dell'epoca. C'erano, infatti, filosofi, letterati, pittori,
scultori e tanti e tanti altri artisti. Io sarei stato un umile apprendista
e, in seguito, uno speziale minore. Un po' come nella mia attuale condizione
di Farmacista Collaboratore. Con la differenza che non sarei stato
paragonato, a quell'epoca, come un bottegaio e basta. Avrei senz'altro
goduto del sommo rispetto del cittadino, nobile o popolano che fosse stato.
Non mi sarei limitato a consegnare farmaci già pronti e confezionati dalle
industrie farmaceutiche. Avrei preparato personalmente rimedi e medicamenti
vari. Oppure mi sarei occupato dell'orto botanico della
farmacia e avrei respirato il profumo e la fragranza delle spezie
provenienti dal lontano Oriente. Magari mi potevate vedere dietro un antico
banco in una delle tante "Farmacie" che esistevano nella Firenze di allora.
Allievo di quel Matteo Palmieri (vedi immagine accanto) che fu Gonfaloniere
di Giustizia nel 1453. Era speziale alla farmacia del Canto alle Rondini
nell'antico quartiere di Santa Croce. Oppure sarei stato allievo di quel
personaggio che Giovanni Villani definì... il migliore e più sovrano medico
che fosse in Italia. Sto parlando del Medicinae delucidator Dino del Garbo.
E' un bel sognare, vero? Naturalmente le condizioni di vita erano totalmente
diverse da quelle odierne, ma credo che, in fin dei conti, esse erano assai
più sane di adesso, dove la legge spietata del mercato ha trasformato il
farmacista ad un vero e proprio bottegaio intento a far quadrare il
bilancio. Invece d'usar, come un tempo usava, sapientemente una bilancia o
un mortaio ed il pestello. Sarebbe bello, magari per un attimo, poter
viaggiare indietro nel tempo e rendersi conto di quanta passione mettevano
nel ricercare un rimedio per la gente della città. Riempirsi gli occhi dei
colori, dei profumi, della semplicità della Firenze del medioevo e..., e
tutto il resto è poesia...